RIABILITAZIONE PELVICA

Agopuntura

Eseguiamo terapie in tutte le categorie menzionate e siamo riconosciuti da assicurazioni e casse malattia sia in ambito Base (fisioterapia, previa ricetta medica) che Complementare (dove non è necessario avere un certificato medico per poter accedere alle terapie di agopuntura e/o osteopatia).

RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

Nel nostro studio eseguiamo trattamenti riabilitativi per incontinenza urinaria e fecale, per disturbi delle strutture che formano il pavimento pelvico

I disturbi inerenti al pavimento pelvico sono, al giorno d’oggi, una delle problematiche che maggiormente disturbano e condizionano la qualità di vita delle persone sia di sesso femminile sia maschile e, nonostante i progressi riabilitativi abbiano permesso di elaborare diverse modalità di trattamento a seconda del tipo di incontinenza, della gravità e delle esigenze, permane una certa vergogna da parte del paziente a parlare di tale argomento con il medico e sicuramente la convinzione, peraltro sbagliata, che l’incontinenza sia tipica delle persone anziane contribuisce a tenere nascosta la problematica.
L’incontinenza urinaria e fecale sono definite come l’incapacità dell’individuo di controllare il contenuto della vescica e/o dell’intestino nei tempi e nei luoghi appropriati e rappresentano un vero e proprio handicap; tradizionalmente l’incontinenza viene trattata dapprima con terapia farmacologica e, in caso di fallimento, con quella chirurgica, ma negli ultimi anni è stata introdotta la riabilitazione del pavimento pelvico con ottimi risultati.

L’incontinenza urinaria puo’ istaurarsi per svariati motivi tra cui i più comuni sono:

  • Dimagrimenti o aumenti di peso importanti.
  • Interventi chirurgici pelvici, come prostatectomia o isterectomia.
  • Cause iatrogene, come radioterapia.
  • Alcuni tipi di farmaci antidepressivi e anticolinergici.
  • Malattie neurologiche, come il Parkinson.
  • Prolassi genitali

Statisticamente è comunque la donna ad essere piu’ soggetta a sviluppare incontinenza urinaria sia per la sua anatomia sia per condizioni più tipiche nel sesso femminile come stitichezza cronica, infezioni ricorrenti alle vie urinarie, menopausa con calo di estrogeni, parti e gravidanze.

L’incontinenza urinaria può essere di diverse tipologie:

  • Da sforzo. Quando la perdita di urina è dovuta ad uno sforzo fisico, ad uno starnuto o colpo di tosse.
  • Da urgenza. Quando la perdita di urina è dovuta al desiderio impellente di urinare.
  • Mista. Presenta caratteri tipici di entrambe.
  • Goccia a goccia. Soprattutto in casi di post prostatectomia o per una lesione dello sfintere uretrale.
  • Da rigurgito. È provocata da una vescica molto distesa che non riesce svuotarsi completamente.

L’incontinenza fecale è una problematica ancor più grave di quella urinaria con ripercussioni molto gravi sulla vita sociale del pazienti.

Le cause comprendono:

  • Disturbi della defecazione. Soprattutto la stipsi cronica indebolirà le pareti del retto a causa dei continui solleciti.
  • Iatrogene. Interventi di rimozione delle emorroidi e parti naturali.
  • Incontinenza urinaria pregressa. La debolezza del pavimento pelvico può provocare alla lunga deficit di continenza fecale.

Una volta eseguita un’anamnesi corretta ed effettuata una valutazione funzionale,gli strumenti e le tecniche utilizzate per il trattamento sono:

  1. Kinesi terapia manuale. Il fine è quello di affinare la propriocettività viscicale, tonificare la muscolatura, correggere e insegnare il controllo delle strutture muscolari e migliorare il riflesso di chiusura durante lo sforzo.
  2. Elettrostimolazione. La stimolazione elettrica può essere effettuta esternamente, per via cutanea, o internamente, per via anale o vaginale tramite l’utilizzo di sonde specifiche.
  3. Biofeedback. L’apparecchio registra la contrazione muscolare oggettivandola con delle spie luminose in modo che il pz possa confrontarsi ed elaborare una risposta coerente modificando la consapevolezza della sua attività muscolare.
  4. Ginnastica di rinforzo autonoma. Gli esercizi autonomi vengono introdotti nel trattamento nel momento in cui il terapista è sicuro che il pz ha coscientizzato la contrazione del pavimento pelvico ed è in grado di riprodurla piu’ o meno intensamente ma in maniera corretta senza l’utilizzo di sinergie.

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