OSTEOPATIA

Disfunzioni curate

 

 

 

 

 

 

 

I campi d’applicazione in osteopatia sono molto numerosi, e prevedono interventi in tutte le zone del corpo e per moltissimi disturbi di origine funzionale, circolatoria non organica, articolare, posturale e per problemi somato-emozionali.

La Disfunzione articolare:

È una perdita di mobilità parziale o totale nell’ampiezza di movimento di un’articolazione entro i suoi limiti fisiologici. Essa provoca una facilità di movimento in una direzione (ad es. Flessione)ed una diminuzione di movimento nella direzione opposta (per es. Estensione). Al processo di disfunzione partecipano tutti i sistemi che compongono un’articolazione: sistema neuromuscolare e capsulo-legamentoso.

La Disfunzione Viscerale:

Si parla di problemi legati alla perdita di mobilità dei visceri. Il diaframma, ad esempio, compie circa 27’000 movimenti al giorno, il rene destro percorre circa 600 metri al giorno,il colon compie dei movimenti pendolari per avviare la peristalsi, ecc…. Se questi movimenti non si realizzano, si verificano ripercussioni soprattutto circolatorie che causano il disturbo, o disfunzione meccanica viscerale. Il disturbo funzionale viscerale, non curato, può diventare, nel tempo, un problema organico viscerale.

I Disturbi Somato-emozionali:

Parliamo dell’energia prodotta dalla circolazione dei liquidi nel nostro corpo, conosciuta da millenni e veicolata dai meridiani.Si tratta di una disfunzione nell’equilibrio Yin-Yang che si traduce in una situazione di malessere o disagio e può manifestarsi con sensazioni bizzarre, avvertite nel proprio corpo o nella propria testa. L’insieme multiforme di sintomi vissuti dal paziente viene spesso interpretato come di natura psicosomatica o addirittura psichica. La problematica energetica emerge con chiarezza e coerenza nell’ Osteopatia-APC e trova in questo metodo una risposta adeguata.

Disturbi Cranio-Sacrali pediatrici:

Molto spesso il parto di un bambino comporta delle difficoltà o delle complicanze che necessitano di interventi specialistici a volte con l’utilizzo di strumenti di facilitazione per la fuoriuscita del bimbo dall’utero materno (come la ventosa od il forcipe). Questi mezzi, molto utili ed in alcuni casi indispensabili per poter risolvere situazioni altrimenti pericolose per il nascituro, possono per contro causare delle leggere compressioni alla testa del bambino. Anche il parto fisiologico a volte causa delle compressioni al capo del bimbo. Per questo non abbiamo un cranio completamente simmetrico. Queste compressioni, non patologiche, rischiano tuttavia di creare disfunzioni nella dinamica di accrescimento del cranio e di conseguenza del “contenitore in toto” del sistema nervoso centrale, meningi comprese. Prima che il cranio si ossifichi completamente (nei primi 2-3 anni di vita) è molto utile intervenire con manovre dolci e mirate per poter ridare una dinamica fisiologica e ottimale a tutto il sistema, attraverso una tecnica di stimolazioni dolci e precise, per niente dolorose, che permettono di risolvere e prevenire quei disturbi che altrimenti rischierebbero di infastidirci per il resto della nostra esistenza. Le otiti catarrali, il reflusso del neonato, le insonnie, i problemi viscerali neonatali, che beninteso non siano il risultato di una patologia specifica, fanno parte di questa serie di disfunzioni risolvibili in poche sedute. Una visita preventiva del pediatra è auspicabile prima del trattamento cranio-sacrale e viscerale del bimbo, per escludere delle patologie vere e proprie.

Disturbi Cranio-Sacrali dell’adulto:

 

In quest’ambito possiamo annoverare quelle disfunzioni che creano tensioni nella muscolatura in generale e in quella cervico-toracica in particlare. Queste tensioni, date da uno scorretto “scivolamento” delle fascie muscolari trai i tessuti, comportano diveerse problematiche di dolore e disfunzioni dell’orientamento della testa nello spazio. In particolare i cranio, posto direttamente sopra alla prima vertebra cervicale tramite l’occipite, non è più in grado di fornire un’adeguata corrispondenza sensitivo-motoria e posturale alle strutture sottostanti, contribuendo così ad accentuare disfunzioni articolari e dell’apparato vestibolo-oculo-motorio.
A queste disfunzioni, tramite una dinamizzzione dei tessuti che si sovrapopngono alle strutture ossee, si facilita una ottimale ripresa delle funzioni propriocettive ed indirettamente si contribuisce anche al miglioramento circolatorio del sangue e dei liquidi organici come la linfa. I disturbi di varia natura vengono inibiti facilitando la ripresa di un tono muscolre e posturale più idoneo. Il paziente trae benefici anche a livello della sua postura, ristabilendo una corretta sensibilità propriocettiva e vestibolo-oculare.
Non si mobilizzano le ossa del cranio, che in un adulto sono ormai ossificate e saldate da tempo, ma si facilita la trasmissione delle informazioni dei recettori, traendone benefici in tutto il corpo. Dinamizzando il sistema si è notato anche l’aumento della produzione di endorfine ed il rilascio in circolo di ossitocina che migliorano lo stato emotivo del paziente, alzano la soglia del dolore ed elasticizzano le strutture osteo-articolari.